esplorazioni

Il complesso di Basovizza

Rieccomi per scrivere il capitolo conclusivo di questa esplorazione.

Dall’ultimo articolo (http://www.studicarsici.it/2019/05/04/grotta-presso-labisso-basovizza-2/) abbiamo fatto due uscite nella grotta n. 4896.

Durante la prima uscita io, Enrico e Sara abbiamo lavorato per riuscire a passare il meandro che ci aveva fermati l’ultima volta. Approfittando dell’assenza di Lollo l’abbiamo considerato agibile anche se un po’ scomodo e ci siamo concentrati nell’allargare la strettoia, una specie di oblò, che ci affaccia su quello che sembra un bel pozzone. Dopo qualche ora di lavoro siamo riusciti ad affacciarci sul pozzo ben concrezionato e abbiamo lanciato giù qualche sasso che, dopo un saltino nel vuoto, rimbalza per un po’.  L’aria quel giorno soffiava molto forte come “refoli” di bora, non costantemente. Per un mese non siamo riusciti a tornarci, fino ad una decina di giorni fa. Siamo io, Lollo, Enrico e Seba. Per primi scendono Lollo e Seba mentre io ed Enrico facciamo il rilievo. Due squadre con due obiettivi diversi: noi non vediamo l’ora di scendere il pozzone nuovo mentre loro puntano a rendere facilmente percorribile il meandro. Visto che Lollo e Seba giungono per primi al punto esplorativo non ci resta che metterci il cuore in pace e aspettare anche se non senza lamentele!

Dopo qualche ora finalmente, abbastanza soddisfatti del lavoro svolto (meandro Lollo approved), cedono il posto e io ho l’onore di armare il pozzone. Attrezzo un traverso che parte dall’oblò e attraversa la prima parte stretta del pozzo. A quel punto posso calarmi per 15/20 metri in un bellissimo pozzo largo qualche metro e molto concrezionato. Atterro su una specie di terrazzino e capisco che devo spostarmi un po’ per raggiungere la base del pozzo. Ci sono tante foglie e stecchi alla base e quando mi sposto e alzo gli occhi vedo la luce! La luce esterna, il cielo azzurro e le chiome degli alberi sono circa 80 metri sopra di me; siamo nell’abisso di Basovizza. L’abisso (n.130 del catasto regionale) si apre a 10 metri dalla grotta presso l’abisso di Basovizza  (n. 4896) e fin dall’inizio sapevamo che era abbastanza probabile un collegamento tra le due cavità viste la vicinanza, la circolazione dell’aria e la direzione verso la quale si sviluppa la 4896. Ora ne abbiamo la conferma!

Certo, trovare un bel pozzone “nuovo” non sarebbe stato male ma anche fare un nuovo collegamento dà soddisfazione e speriamo che non sia l’ultimo dell’anno!

Erica

Il rilievo http://www.studicarsici.it/wp-content/uploads/2019/06/4896_SL.pdf