esplorazioni

Esplorazione della grotta del Ninja

Esplorazione della grotta del Ninja

Era da un po’ che volevo fare qualche esplorazione in grotta e prendo l’occasione al volo quando Enrico ci propone di dare un’occhiata  ad una grotta a Pontebba che Dario e Maurizio hanno trovato 26 anni fa...andiamo a vedere la grotta del Ninja!

Ci organizziamo per domenica 28 maggio. Siamo io, Lollo, Enrico, Francesco, Sara e Matilda. Dario ci spiega come trovare la grotta; non dovrebbe essere difficile visto che si tratta di una larga fessura proprio sotto la sella che porta in Austria dalla ferrata Contin, di fronte la Torre Winkel.

Bene..prepariamo corde, trapano, qualche fix e via... si parte! Sono un po’ preoccupata per l’avvicinamento perché non sono per niente allenata a camminare in montagna e lo zaino pesante si fa sentire. Lasciamo le auto all’ex caserma della finanza e ci avviamo. Il dislivello per raggiungere la grotta non è tanto ma l’ultimo pezzo è molto pendente. Per fortuna individuiamo subito la nostra meta! Dall’ingresso esce molta aria gelida...ottimo segnale!

Mangiamo qualcosa e io, Lollo, Enrico e Francesco ci prepariamo ad entrare mentre Sara e Matilda ci aspetteranno fuori. Dal rilievo fatto 26 anni prima sappiamo che troveremo,subito dopo l’ingresso, due pozzi di circa 30 m che scendono e si uniscono alla base e che la grotta prosegue anche orizzontalmente ma a pochi metri dall’ingresso c’è un meandro stretto che non è mai stato superato.

Enrico e Lorenzo entrano per primi ma non riescono ad infilarsi e a superare il meandro così decidono di scendere i due pozzi per vedere se ci sono possibili prosecuzioni verso il basso. Io e Francesco che siamo un po’ più magrolini decidiamo di affrontare il meandro. Provo io dal basso...è troppo stretto ed ho paura di incastrarmi. Provo dall’alto e dopo almeno mezz’ora di “passo o non passo, passo di sicuro ma se poi non riesco a tornare indietro, mmmhh…” prendo coraggio e vado. Provo subito a tornare indietro e alla fine mi rendo conto che non è così complicato come passaggio! Nel frattempo Francesco, togliendosi l’attrezzatura, è riuscito a passare dal basso...come ha fatto ancora non lo so!!

Presi dall’ entusiasmo andiamo avanti. Passiamo una strettoia che soffia tantissimo, strisciamo qualche metro e poi ci rialziamo per camminare una decina di metri in un meandro e arriviamo in un pozzo abbastanza largo che…. Sale per 10 m (anche se il mio entusiasmo iniziale vedeva una risalita di almeno 20 m)! Non è sicuro arrampicare e non abbiamo l’attrezzatura per fare una salita in artificiale così saliamo quel poco che riusciamo per sbirciare e trovare eventuali prosecuzioni. Sembra ci sia una finestra in alto ma siamo consapevoli che non lo scopriremo oggi. Siamo stati dove mai nessun altro uomo è passato ed emozionati per la scoperta torniamo indietro a raccontarlo agli altri. Usciamo per riscaldarci e poi io rientro e scendo uno dei due pozzi all’ingresso per raggiungere Lollo ed Enrico. Arriviamo sul fondo e passiamo una strettoia dove tira parecchia aria ma, subito dopo, il cunicolo chiude con una fessura soffiante ma impraticabile. Per oggi il nostro lavoro è concluso. La giornata volge al termine così disarmiamo e usciamo per scendere a valle prima che faccia buio con tanta voglia di tornare e risalire la grotta!

Tra impegni vari non riusciamo a tornarci prima dell’8 luglio; siamo io, Lollo, Enrico e Sara. Siamo un pochino più veloci nell’avvicinamento visto che conosciamo la strada. Mangiamo, ci vestiamo ed entriamo in grotta! Ormai il meandrino scomodo è diventato mio amico e cerco di convincere anche gli altri che dopo che lo conosci non è così ostile come sembra!

Passo io, passa Enrico e intanto ci avviamo verso il camino da risalire. Ci diamo appuntamento con Lollo e Sara dopo qualche ora nel caso non ci raggiungano.

Enrico armato di scaletta, trapano e fix inizia la risalita in artificiale mentre io gli faccio sicura. Arrivato alla fine del camino vede che effettivamente c’è una finestra ma dal punto in cui si trova non capisce bene come prosegue la grotta. Mi dice che la roccia è marcia e ci sono tante pietre instabili. Sicuramente non è il caso che io stia lì sotto a fargli da sicura e, vista anche l’ora, decide di fare un bel armo, lasciare lì la corda per la prossima volta e scendere. Prima di uscire salgo anch’io a dare un’occhiata...la curiosità è troppo forte ma per il momento dobbiamo accontentarci!

Il 23 luglio riusciamo ad organizzare un’altra spedizione. Presenti io, Lollo (armato di scalpello e mazzetta per “sagomare” meglio il meandro), Enrico e Francesco (armato di bussola, clinometro, metro laser, carta e matita per il rilievo). Io ed Enrico andiamo avanti per continuare l’esplorazione, Francesco inizia il rilievo, Lollo inizia a scolpire la roccia e il suono del suo lavoro ci accompagnerà ininterrottamente per le prossime tre ore tanto che pensiamo di trovare le nostre facce scolpite nella roccia al ritorno (meandro Rushmore). Enrico pulisce il pozzo dai massi instabili, entra nella finestra e mi dà il libera. La grotta continua! Passati alcuni metri di cunicolo lungo una faglia, arriviamo in una sala abbastanza ampia e davanti a noi un’altra risalita. Stavolta vado io ma arrampico in libera. Arrivata su metto due fix e una corda per sicurezza anche perché ci sono sempre diversi sassi che si muovono. Enrico aspetta Francesco e io intanto dò un’occhiata avanti. Risalgo ancora un po’ arrampicando e mi trovo davanti un altro salto di qualche metro. Qui però mi fermo perché anche se riuscissi a salire non potrei scendere in sicurezza. Enrico e Francesco vengono a dare un’occhiata. Sentiamo Lollo che dopo ore di lavoro ha passato il meandro, è arrivato alla base della prima risalita e ci intima di uscire perché sta arrivando il temporale ed è meglio tornare a valle. Bene, decidiamo che materiale lasciare per la prossima volta e iniziamo a scendere.. All’improvviso io e Francesco, che siamo alla base dell’ultima risalita,sentiamo uno scroscio d’acqua. Scena da panico in quell’istante ma che ci fa ridere tantissimo ora! Perché gridiamo ad Enrico di scappare, raccogliamo anche quello che non dobbiamo e, vedendoci già trascinati via dalla piena, scappiamo. A mente fredda ci rendiamo conto che non abbiamo visto una goccia d’acqua scendere sulla nostra strada!! Evidentemente l’acqua passa da un’altra parte….non dove siamo passati noi!

Altri impegni e il meteo avverso non ci permetteranno di tornare fino a gennaio...una lunga, lunghissima attesa ma ne varrà la pena!

Il 13 gennaio io, Lollo ed Enrico torniamo sul Monte Cavallo armati di ciaspole e set arva. Ad aspettarci all’inizio del sentiero troviamo Mattia pronto a darci una mano a portare materiale; questa si che è una bella sorpresa! La valle d’inverno è ancora più bella ricoperta dal manto nevoso. Non incontriamo nessuno e mi sento veramente in un posto magico. Prima Lollo, poi Mattia per un bel tratto ed infine Enrico battono la traccia. Arrivati all’ingresso ci cambiamo velocemente visto il freddo, mangiamo qualcosa ed entriamo. Il meandro iniziale è chiuso da una bellissima vela di ghiaccio e anche il tratto successivo della grotta è pieno di concrezioni di ghiaccio...che spettacolo!!!! Sono pronta ad affrontare la mia prima salita in artificiale munita di trapano, attacchi e scaletta. Arrivati alla base della risalita però ci rendiamo conto che la scaletta non servirà...mettendo un solo attacco (con Lollo che mi tiene praticamente in braccio) riesco a salire e messa la corda gli altri mi seguono. Riusciamo a proseguire camminando….passiamo una “galleria” in faglia dove c’è un bellissimo pipistrello con una bella pelliccia. Proseguiamo per dei cunicoli, andiamo avanti per tanti metri in velocità sempre più curiosi. Cominciamo a vedere ragni...ancora più veloci, non ci sono ostacoli....Enrico è davanti e mi dice che vede la luce...wow ci siamo! L’ultimo pezzo strisciamo su del terriccio, erba e escrementi di marmotta. Arriviamo all’uscita che chiameremo “uscita con griglia”. Che soddisfazione!!! Vediamo il cielo, la neve ma non riusciamo a vedere altro o uscire perché è troppo stretta...non ci passiamo! Non abbiamo il gps con noi..allunghiamo il braccio fuori e scattiamo una foto ma c’è troppa neve e non si vede nulla! Al momento non possiamo far altro che tornare indietro. Ancora non sappiamo dove siamo sbucati (Austria o Italia chi lo sa?) ma è stato veramente emozionante! “Non sarà profonda come grotta ma che figada xe attraversare un monte?!” cit.

Riusciamo a tornare il 18 febbraio. Io, Lollo, Enrico e Martina. Questa volta l’avvicinamento è un po’ più duro perché nevica e c’è tanto tanto vento. Lollo e Martina scendono nuovamente uno dei due pozzi da 30 m per studiare la circolazione dell’aria nella strettoia che avevamo visto la prima volta che ci siamo stati. Io ed Enrico corriamo verso l’uscita muniti di gps e distox. Nel cunicolo dopo il meandro a malapena si passa per le concrezione di ghiaccio che si sono formate e lo occupano quasi del tutto. Attraversata la grotta prendiamo le coordinate allungando il braccio fuori dalla fessura e facciamo il rilievo. Finalmente sapremo dove siamo. Fatto il rilievo ci ricongiungiamo con gli altri che ci dicono che c’era poca aria sul fondo. Discutiamo parecchio su quanto sia strano visto che l’estate scorsa soffiava tantissima aria e alla fine gli chiedo se sono scesi a destra o a sinistra; la risposta è sinistra….pozzo sbagliato aaaahhhhhh!!! Continuiamo a lasciare questa grotta con tante domande in sospeso e il desiderio di tornarci per trovare risposte. Appena usciti guardiamo sulla mappa le coordinate gps dell’uscita...finalmente sapremo se siamo sbucati in Italia o in Austria e daremo un nome all’ultimo cunicolo: sarà “il cunicolo del kaiser" oppure “iera meio quando se stava sotto l’Austria"? E invece no...siamo in Italia a 4 m dal confine ma con un possibile errore di 13 m!!!

Cara Ninja…..mi sa che ci rivedremo la prossima estate e cercheremo l’uscita con griglia esternamente!!

 

Erica

 

vedi il rilievo 3d http://www.studicarsici.it/2018/04/18/rilievo-del-ninja-in-3d/