Ninja 2.0 – Iniziamo a scendere

Eccomi qua, finalmente pronta a scrivere un nuovo capitolo della nostra esplorazione della grotta del Ninja.
Qui gli articoli precedenti https://www.studicarsici.it/2018/06/22/esplorazione-della-grotta-del-ninja-alla-ricerca-uscita-griglia/
Dopo l’uscita del 10 giugno 2018 durante la quale abbiamo individuato esternamente “uscita con griglia” siamo riusciti ad andarci solo altre due volte durante l’estate.
Il 7 luglio Lollo e Sara hanno disarmato le risalite fatte e io ed Enrico accompagnati da Alessandro e Anna abbiamo iniziato i lavori di allargamento della strettoia alla base del pozzo da 30 mt che dall’ingresso scende. Arrivati all’ingresso abbiamo trovato Mattia ad aspettarci che ha fatto da guardia alla grotta mentre noi lavoravamo.
Il 4 agosto siamo tornati, numerosi e divisi in diverse squadre. Sara, Francesco e Gianni (GTS) sono andati a fare una battuta di zona nei dintorni, Enrico con Moreno e Michele del CAT hanno continuato i lavori di allargamento e io, Lollo e Rodrigo (GTS) abbiamo fatto il rilievo dei due pozzi che scendono. Finito il rilievo sono andata a dare un’occhiata alla squadra scavo e decidiamo di interrompere i lavori per riprenderli alla prossima uscita. Ormai manca poco ma bisogna pulire per bene la strettoia buttando giù una lama e altri sassi incastrati. Grazie all’anemometro che ci ha prestato Gianni misuriamo l’aria e la temperatura della grotta; alla strettoia la temperatura è di 2° e la velocità dell’aria di 3,6 m/s (12 km/h).
Passano i mesi e tra impegni vari e meteo a volte sfavorevole non riusciamo a tornarci prima di qualche giorno fa, 23 dicembre. Tra possibili partecipazioni e rinunce alla fine ci ritroviamo in due, io ed Enrico. Partiamo con gli zaini belli carichi visto che dobbiamo portare su un po’ di materiale per scavare. Indossiamo le ciaspe e partiamo seguendo le tracce di due sci alpinisti che ci precedono. L’avvicinamento si rivela più faticoso del previsto. Impieghiamo il doppio del tempo rispetto all’anno scorso per raggiungere l’ingresso della grotta. La neve non è ideale né per le ciaspe né per i ramponi e quasi ad ogni passo sprofondiamo. Dove gli sci alpinisti hanno lasciato una traccia profonda un paio di centimetri noi abbiamo scavato una trincea. Ma, anche se con la grazia di due rinoceronti, dopo tre ore e mezza arriviamo all’ingresso della grotta.
Il tempo a disposizione è poco perché vogliamo iniziare la discesa a valle al tramonto.
Scendiamo il pozzo da 30; oggi c’è meno aria alla strettoia 1,7 m/s (6,12 km/h) e circola nella direzione opposta rispetto l’estate scorsa. La temperatura è di 0,8°.
Il cunicolo prima della strettoia non è molto agevole ma con un po’ di fatica, a martellate, togliamo un po’ di sassi incastrati. Arriviamo alla lama incastrata che ci ostruisce il passaggio. Guardiamo oltre e sembra proprio che la grotta si allarghi e scalpitiamo all’idea di passare. Ma io non mi fido. Guardo e studio ‘sta lama ma non sono convinta di buttarla giù. Ci scambiamo di posto. Enrico vuole farla cadere. Cerca in me un consenso che non arriva e senza dirmi niente le tira una martellata.. Cade la lama e per fortuna nient’altro. Via libera!!! Passiamo oltre la strettoia e sbuchiamo in una stanzetta 2mx2m; andiamo avanti passando un cunicolo e un bel meandro alto qualche metro a serpentina. Avanziamo più o meno per una ventina di metri e ci fermiamo perché c’è un pozzetto di qualche metro che non è il caso di scendere senza corda. Dal punto in cui ci troviamo non si riesce a vedere se la grotta continua o no ma il tempo è volato ed è tardi per andare avanti, dobbiamo rientrare.
Usciamo dalla grotta e scendiamo a valle, stanchi dall’ avvicinamento del mattino ma contenti dei progressi fatti. Non ci resta che ritornare e sperare di avere altre soddisfazioni!

Erica

 

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